È normale invecchiamento o primi segni di demenza?
4 min readTutti sperimentano un po’ di dimenticanza man mano che invecchiano. È molto importante distinguere tra il normale declino cognitivo dovuto all’invecchiamento e i segni di demenza.
Reading Time: 4 minutes
stages of dementia
4 min read
Tutti sperimentano un po’ di dimenticanza man mano che invecchiano. A volte potresti dimenticare dove hai messo le chiavi o dimenticare un appuntamento. Cose come questa sono del tutto normali. Tuttavia, se questo dovesse diventare un evento quotidiano, potrebbe essere motivo di preoccupazione. Distinguere tra il normale declino cognitivo dovuto all’invecchiamento e i segni di demenza è fondamentale per la diagnosi precoce e la gestione di potenziali disturbi cognitivi.

Normale declino cognitivo

Con l’avanzare dell’età, è comune sperimentare un certo grado di declino cognitivo, che è una parte normale del processo di invecchiamento. Questo declino di solito include:

  • Pensiero ed elaborazione più lenti: l’invecchiamento può rallentare i processi cognitivi, rendendo necessario più tempo per apprendere cose nuove o ricordare informazioni.
  • Lieve perdita di memoria: è comune avere dimenticanze occasionali, come smarrire le chiavi o dimenticare i nomi dei conoscenti.
  • Diminuzione della concentrazione: gli anziani potrebbero avere più difficoltà a concentrarsi o essere facilmente distratti.
  • Difficoltà nel multitasking: gestire più attività contemporaneamente può diventare difficile con l’età.

Questi cambiamenti sono generalmente lievi e non interferiscono in modo significativo con la vita quotidiana. Sono spesso consistenti e stabili, senza un rapido deterioramento nel tempo.

Segni di demenza

La demenza, d’altra parte, comporta disturbi cognitivi più gravi e non è una parte normale dell’invecchiamento. I segni includono:

  • Perdita di memoria che influisce sulle attività quotidiane: dimenticare informazioni apprese di recente, date o eventi importanti o chiedere ripetutamente le stesse informazioni.
  • Difficoltà nel completare attività familiari: difficoltà con attività che una volta erano facili, come guidare verso un luogo familiare o organizzare la lista della spesa.
  • Disorientamento: perdere la cognizione delle date, delle stagioni e del passare del tempo; può includere dimenticare dove si trovano o come sono arrivati lì.
  • Difficoltà di giudizio e di capacità decisionale: esprimere giudizi o decisioni inadeguati, come donare ingenti somme di denaro o trascurare la cura e la pulizia.
  • Problemi linguistici: difficoltà a seguire o partecipare a una conversazione, fermarsi nel mezzo di una conversazione e non avere idea di come continuare o avere difficoltà con il vocabolario.
  • Ritiro dalle attività sociali: ritiro da hobby, attività sociali, progetti di lavoro o sport.
  • Cambiamenti di umore e personalità: diventare confuso, sospettoso, depresso, pauroso o ansioso; possono arrabbiarsi facilmente a casa, al lavoro, con gli amici o in luoghi in cui sono fuori dalla loro zona di comfort.

La differenza fondamentale è che il declino cognitivo della demenza è abbastanza significativo da interferire con la vita quotidiana e l’indipendenza. Inoltre è tipicamente progressivo, il che significa che i sintomi peggiorano nel tempo. Dal punto di vista medico distinguiamo queste fasi:


Compromissione cognitiva soggettiva:

Il deterioramento cognitivo soggettivo descrive la fase in cui una persona può notare un peggioramento della propria memoria (o altri aspetti del proprio pensiero) ma questi cambiamenti non possono essere misurati. In questa fase, i punteggi dei test cognitivi rientrano nei limiti normali. I ricercatori chiamano questo anche “preclinico”.

Deterioramento cognitivo lieve:

Il lieve deterioramento cognitivo (MCI) rappresenta una via di mezzo in cui i problemi di memoria sono evidenti ma non abbastanza gravi da interferire con la vita quotidiana. Questa condizione è sempre più riconosciuta come un potenziale precursore della malattia di Alzheimer. È importante notare, tuttavia, che non tutti i soggetti affetti da MCI progrediranno verso la demenza. Nello specifico, circa il 35% dei soggetti con diagnosi di MCI svilupperà l’Alzheimer entro cinque anni. Questa è la fase in cui è consigliabile mantenere uno stile di vita attivo o utilizzare un intervento di attivazione comportamentale come MindAhead.

Demenza:

Quando qualcuno soffre di demenza, il suo deterioramento cognitivo ha raggiunto un livello che interferisce con la sua capacità quotidiana di farvi fronte. In altre parole: mentre un lieve deterioramento cognitivo permetterebbe comunque a una persona di gestire la vita in completa autonomia, la demenza segna una transizione verso una maggiore dipendenza. La maggior parte delle attività, tuttavia, sono ancora possibili e apportare modifiche allo stile di vita è ancora fortemente consigliato. Nella fase lieve della demenza, l’utilizzo di un intervento come MindAhead è ancora vantaggioso.

Ecco la buona notizia:

Esistono modi per rallentare la progressione della demenza e gestire i sintomi. I cambiamenti nello stile di vita e nel comportamento possono fare una grande differenza. Aiutare te o la persona amata a essere attivi fisicamente, mentalmente e socialmente è la chiave per prevenire o rallentare il declino cognitivo. Questa si chiama attivazione comportamentale ed è il tipo di intervento terapeutico utilizzato da MindAhead. Guidiamo le persone nello svolgimento di attività divertenti e significative che fanno bene al cervello.

Discover more from MindAhead Active

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading